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Michelade
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mwcamwcqMichelade è il nome dato al mwcgmassacro dei monaci e chierici mwcwcattolici perpetrato da rivoltosi mwdaprotestanti avvenuto il 29 settembre mwdq1567 a mwdgNîmes. Furono uccise dalle 80 alle 90 persone. La mwdwMichelade fa parte dei diversi tentativi operati dai protestanti per seminare il terrore.

Contents

Storia
Note

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Storia

Il 22 maggio mwew1567, i delegati della mwfaLinguadoca si riunirono sotto la presidenza del mwfqvescovo di mwfgMontpellier e si opposero all'insediamento del capitaine La Grille come mwfwsiniscalco, perché era protestante e pretesero che i consoli di Nîmes e i professori della città fossero tutti cattolici. Di fronte a quest'inatteso reclamo, il patto di riconciliazione faticosamente raggiunto qualche mese prima si frantumò.

Il castello reale della "città romana" si riempì di truppe. Influì anche l'annosa rivalità che divideva le due famiglie più influenti della città, gli Albenas cattolici e i Calvières protestanti. Il giorno prima a mwgqMontceaux-lès-Meaux, aveva avuto luogo la fallita mwggsorpresa di Meaux, un tentativo di rapimento del re di Francia mwgwCarlo IX, che, insieme alla madre mwhaCaterina de' Medici, ivi soggiornava temporaneamente, ad opera delle truppe protestanti comandate da mwhqLuigi I di Borbone-Condé.

Il 29 settembre mwhw1567 l'esplosione di odio si tradusse nel dramma della mwiaMichelade, che prese il nome dall'omonima festa, fiera che si tiene il giorno di mwiqsan Michele a Nîmes.

Mentre passava vicino alla porta Augusta della città, una verduriera protestante fu insultata da alcuni soldati e le sue verdure furono calpestate. Un incidente che sarebbe stato banale in un altro frangente: alle grida della ragazza accorsero invece contadini e soldati protestanti.

Dopo uno scambio di ingiurie e di minacce fra i soldati e i protestanti, una parola d'ordine circolò fra la folla: «Alle armi! A morte i papisti! Mondo nuovo!».

L'insurrezione si accese così rapidamente, che nessuno la poté fermare. L'istinto della vendetta ebbe la meglio sulla morale.

Il primo console della città, un cattolico che era stato nominato in modo molto contestato, Guy Rochette, scese in strada con coraggio e cercò di riappacificare i manifestanti, ma fu costretto a rifugiarsi presso il vescovo Bernard d'Elbène.

Il mwkavicario generale, insieme ad ottanta fra monaci e chierici, fu incarcerato (secondo i rivoltosi per le loro azioni violente contro i riformati), quindi i prigionieri furono prelevati da una banda di forsennati, massacrati e gettati in un pozzocite-ref-1[1] del cortile del vescovadocite-ref-2[2] il 30 settembre. I loro corpi saranno ritrovati ammassati sul fondo del pozzo, durante alcuni lavori, tre secoli più tardi.

Solo il vescovo riuscì a fuggire (il primo console fu arrestato) e raggiunse nella notte mwmgTarascona, grazie a un soldato protestante, Jacques Coussinal.

I rivoltosi saccheggiarono le mwnachiese cattoliche della città e tentarono di demolire il mwnqcampanile della mwngcattedrale colpendolo alla base, senza neanche pensare al pericolo che una simile demolizione poteva causare.

Le donne cattoliche tuttavia furono risparmiate dalla furia dei rivoltosi protestanti.

Il concistoro protestante si oppose vivacemente a queste violenze e diede ordine alle truppe di porre fine ai disordini e ammonì i capi della rivolta: Servas, Vigier e altri. La furia cessò immediatamente così com'era nata, cedendo il posto ai rimorsi.

Per i contemporanei, questi atti criminali avevano delle circostanze attenuanti: l'esasperazione provocata dall'impossibilità di ottenere la libertà di religione e dall'oppressione, ma non si potevano giustificare. Gli stessi mwogpastori dell'epoca la condannarono.

Come rappresaglia, i cattolici sostennero le persecuzioni più violente e incendiarono, nel mwpa1568, il grande tempio della Calade, costruito solamente due anni prima con l'autorizzazione del re mwpgCarlo IX, che fu ricostruito nel mwpw1595 e nuovamente distrutto nel mwqa1686).

Il parlamento di mwqgTolosa decise che «cento capifamiglia saranno condotti su un carro per tutte le vie e i crocicchi della città», che «i loro beni saranno confiscati» e che subiranno «una morte infamantemwqw ». La maggioranza dei condannati decise allora di emigrare.

Successivamente alcune ordinanze reali provenienti da mwrqParigi proibirono severamente le prediche e la pratica del culto protestante sotto qualsiasi forma.

Questo episodio s'inquadra nelle mwrwguerre di religione che insanguinarono la Francia nel mwsaXVI secolo. Prefigurò, sebbene su scala decisamente minore, il massacro dei protestanti per mano dei cattolici noto come mwsqmassacro di San Bartolomeo, avvenuto il 24 agosto mwsg1572.

Centotrentasei anni dopo a Nîmes, un massacro organizzato dall'esercito reale contro i protestanti costituirà uno degli episodi più sanguinari delle guerre di religione: il massacro del mulino dell'Agau.

Note

cite-note-11. Questo pozzo è stato coperto e non è più visibile
cite-note-22. Oggi l'edificio ospita il mwvgMusée du Vieux Nîmes

Bibliografia

• R. Merle, mwwgFortune de France, Tome 2, mwwwEn nos vertes années
• R. Lhermet, mwxqNîmes, cité protestante

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Michelade

Collegamenti esterni

• mwyg(FR) mwywNemausensis Michelade protestante à Nîmes en 1567